L’inserimento

inserimento

Il nido rappresenta la prima struttura educativa con la quale la famiglia con un bambino piccolo entra in contatto, e nella quale conosce persone nuove dall’ambiente familiare, ri-organizzando così le proprie relazioni e aprendosi a nuovi rapporti. Prima dell’inserimento si prevede un’informazione dettagliata sulle finalità del progetto educativo e sul funzionamento del servizio offerta ai genitori dei piccoli utenti prima dell’ingresso dei bambini.
L’inserimento, pertanto, è un momento molto delicato e importante nella vita di un bambino e dei suoi genitori e per questo deve avvenire con gradualità e nel rispetto dei tempi e delle esigenze individuali dei piccoli e dei loro genitori.

Perché il bambino possa compiere questo passo in modo sicuro, nei primi momenti di frequenza è fondamentale che la presenza del genitore sia rassicurante e di mediazione rispetto al nuovo ambiente. E’ ormai consuetudine prevedere l’inserimento dei bambini in modo scaglionato e in piccoli gruppi, per favorire e creare un clima di accoglienza disteso e tranquillo e per una maggiore condivisione dell’esperienza con le famiglie e il bambino. Successivamente il genitore si allontana dalla sezione per periodi sempre più lunghi, fino al momento in cui il bambino è pronto a sostenere la frequenza in modo autonomo. Il distacco dal genitore e i modi di realizzarlo dovranno essere concordati con il Coordinatore.

E’ di fondamentale importanza lo scambio e la collaborazione che si instaura tra educatrici e famiglia per individuare condizioni e forme favorevoli all’inserimento del bambino. L’inserimento avviene gradualmente all’inizio di settembre fino a tutto ottobre.
Nello specifico le finalità saranno diverse : per il bambino che conosce già la struttura e le persone al suo interno l’obiettivo sarà quello di “reincontrarsi” e di rinnovare vecchie conoscenze e abitudini (routines); per il bambino che viene inserito per la prima volta nel nido, l’obiettivo sarà la conoscenza graduale delle persone e del nuovo ambiente, stabilendo relazioni significative e familiarità con ciò che lo circonda. Diventa essenziale, in ogni caso, la collaborazione tra le figure adulte, per un lavoro graduale di conoscenza, adattamento ed inserimento del piccolo nel nuovo ambiente, evitando ogni brusco distacco dalla figura adulta di riferimento.

Diario dei genitori
Nella fase iniziale, di graduale inserimento del bambino nel nido, tra mille pensieri ed emozioni difficilmente espressi e condivisi, i genitori si trovano soli e messi da parte a vivere il loro mondo di “emozionalità”. In tal senso il progetto “Caro bambino mio,ti scrivo…”:diario dei genitori” assume senso e significato poiché offre l’opportunità di utilizzare questo “tempo” per raccontare, disegnare, incollare, esprimere quanto d’importante sentono e vivono i genitori….e allora largo alle emozioni, alle sensazioni, alle percezioni, ai cambiamenti, ai racconti, alle “claunerie” o alle cose importanti della quotidianità dell’esperienza che li vede coinvolti. Questo racconto poi, non si fermerà ai primi giorni di inserimento, ma proseguirà con modalità specifiche e particolari nel corso del tempo, seguendo il percorso dell’esperienza genitoriale anche a casa, nei fine settimana, dove i genitori potranno dare continuità ai raccontare e al raccontarsi.

Ti racconto la mia famiglia…

Il bambino costruisce con il genitore e l’educatrice, nella fase di accoglienza, dei libricini che raccolgono foto della propria famiglia. Tali libri rimangono in uso, e vengono ampliati, per tutto l’anno con l’obiettivo che il bambino possa usufruirne in qualsiasi momento, nostalgico e non, per riportarlo alle persone, cose o animali importanti per lui creando una continuità tra il fuori ed il dentro del nido.

La scatola evolutiva 
La scatola-oggetto è un contenitore che segue il bambino. Nella fase di inserimento serve per trasportare, da casa al nido, tutto il materiale per il lavoro progettuale; a fine anno diventa il contenitore in cui il bambino porterà tutti i propri lavori dal nido a casa o anche, per i grandi, nella scuola dell’infanzia.